All’inizio del campionato alcune riflessioni sul mondiale

0

di Antonio Buccini

Le grandi deluse sono state sicuramente Argentina e Brasile. In particolare i biancocelesti di Maradona che avevano superato la fase eliminatoria mettendo in campo il miglior gioco pur non convocando giocatori come Cambiasso e Zanetti. La clamorosa ed inaspettata eliminazione del Brasile di Dunga, con giocatori di qualità e spessore tecnico che hanno fallito clamorosamente questo mondiale. La Spagna, che in questo mondiale ha confermato la sua alta scuola e la bontà di gioco ed ha superato i complessi d’inferiorità nei confronti dei sudamericani. Ha proposto un nuovo modello di calcio che abbina gioco e risultati. Il coronamento di una filosofia intrapresa da tempo, che destina ai settori giovanili attenzione e risorse da tempo. Il calcio italiano è rimasto indietro. Berlino fu un passaggio fortunato e quell’evento che ci dette il titolo ma non certo il bel gioco, agli europei e in conferations fu un flop clamoroso. La brutta figura a questi mondiali ha portato all’eliminazione contro squadre sicuramente di organici inferiori al nostro. Ora si volta pagina, con nuovi dirigenti e nuove idee, vedi Baggio. Non servirà se non programmeremo una completa rivalutazione dei settori giovanili investendo e affidandoli a dirigenti ed allenatori competenti. Solo così potremo sperare di avvicinarci al modello spagnolo tornando vincenti. Nella gara finale contro l’Olanda, gli spagnoli, nella formazione iniziale, hanno schierato ben sei (in seguito sette con Fabregas) giocatori provenienti e cresciuti nel S. G. del Barcellona. Quello è il modello da copiare se l’Italia vorrà tornare grande. L’avvilente risultato ha portato il nostro calcio al di sotto del decimo posto F.I.F.A. dietro il Cile, e nella chamipons 2011-2012 le squadre italiane passeranno da quattro a tre per effetto di questa mortificante classifica.