GARDONE VALTROMPIA. Il Cab collabora col ministero dell’interno

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La Pubblica Amministrazione si muove. Il Ministero dell’Interno sta realizzando lo schema di decreto legislativo di attuazione della nuova Direttiva sull’Acquisizione e la Detenzione di armi. Materia quanto mai controversa e dibattuta all’interno delle varie associazioni del settore armiero. Come ben sanno quanti seguono la vita e le attività del Consorzio Armaioli Bresciani, l’argomento rientra, da innumerevoli anni, tra i temi principali ‘monitorati’ costantemente dal Consorzio e dalle Associazioni sorelle come ANPAM (Associazione Nazionale Produttori di Armi e Munizioni) e Assoarmieri. Il CAB, spesso sollecitato dallo stesso Ministero dell’Interno, ha sempre avanzato proposte che ‘sdoganassero’ nella realtà moderna, un testo che risale al 1931, regnante Vittorio Emanuele III (il cosiddetto ‘Testo Unico’ è un Regio Decreto) e la Legge 110 che, approvata nel ’75, risentiva di un clima sociale a dir poco ‘esplosivo’. Costantemente il Consorzio ha ideato iniziative e accumulato esperienze che, se recepite dal  Ministero stesso, potrebbero contribuire a svecchiare la normativa. Recentemente il CAB ha anche organizzato due importanti seminari di studio e informazione sulla questione della normativa attuale in tema di armi sportive. Partendo dalla premessa che la normativa, se così si può chiamare, è un coacervo di regole sedimentatesi negli anni, si è cercato, tramite quotati esperti, di capire come orientarsi e quali potranno essere gli sviluppi futuri. La logica conseguenza di questa costante attenzione, quindi, è che quando vi sono delle azioni volte alla modifica, allo studio, o all’analisi della normativa nazionale in materia di armi sportive il CAB sia in prima linea. In verità il CAB, congiuntamente all’ANPAM e alle realtà del comparto sportivo aderenti al CONI, è impegnata in un continuo colloquio con il Ministero e le autorità politiche per fornire tutti gli strumenti conoscitivi, i dati e le informazioni necessarie per evitare che siano inserite norme inutilmente restrittive. È totalmente inutile, infatti, inventarsi regole che limitino i cacciatori e i tiratori sportivi nell’esercizio delle loro attività, senza che queste regole producano concrete e positive ricadute sulla pubblica sicurezza. Insomma è l’obbiettivo di sempre: produrre una serie di norme semplici, chiare e univoche che non mescolino e confondano arma sportiva o da difesa e l’arma da guerra. D’altra parte le Associazioni ben sanno che la legalità va tutelata ma sanno anche che sono ben altri gli ambiti nei quali si mette in serio pericolo la pubblica sicurezza. È sempre più difficile sostenere che cacciatori e tiratori sportivi possano perpetrare pericolosi abusi relativi all’ordine pubblico! Il CAB, l’ANPAM e l’ASSOARMIERI lavoreranno, come sempre, affinché gli Uffici competenti attuino la direttiva con norme semplici e di chiara interpretazione, che favoriscano la cultura della legalità e non riducano impropriamente usi legittimi e sicuri delle armi e si augurano che gli stessi uffici prendano atto dei loro suggerimenti, convinti che con il dialogo si possono superare incertezze e migliorare l’esistente, sempre nel legittimo rispetto della Legge.