CONFARTIGIANATO. Edilizia: la ritenuta d’acconto del 10% rovina le imprese

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La nuova ritenuta d’acconto del 10% che interessa imprese ed artigiani che lavorano nell’edilizia, rischia di rivelarsi un vero boomerang ed ha già scatenato la reazione dei costruttori e dei piccoli imprenditori che si vedrebbero erodere il già poco guadagno di questi tempi di crisi. «In questo modo – dice Eugenio Massetti Presidente della Confartigianato Imprese Unione di Brescia – è praticamente impossibile avere una ripresa del settore edilizio». Il decreto legge 78 del 31 maggio scorso, all’articolo 25 prevede infatti che dal 1° luglio, in presenza di un pagamento con bonifico bancario o postale da parte di soggetti che hanno sostenuto spese per il recupero del patrimonio edilizio nonché per il risparmio energetico, fruendo così delle agevolazioni fiscali del 36% e del 55%, la Banca o la Posta sono tenute ad operare una ritenuta del 10% a titolo di acconto all’atto dell’accreditamento all’impresa beneficiaria. In altre parole, l’impresa che ha eseguito i lavori fattura per 100 ed incassa 90, la differenza di 10 va allo Stato sotto forma di ritenuta d’acconto sulle imposte. L’effetto è deleterio perché si vanno a colpire gli installatori finali, solitamente piccole e medie aziende del settore edile. «Si tratta di un provvedimento sbagliato – spiega il Segretario della Confartigianato di Brescia, Carlo Piccinato – che penalizza l’intera filiera del settore delle costruzioni ed indirettamente anche tutti i cittadini. Auspichiamo ci siano margini per un ripensamento anche perché con un provvedimento del genere, chi fa il nero continuerà a farlo e chi non lo fa, per sopravvivere, ora sarà tentato di farlo. Confartigianato a livello nazionale e locale, ha già chiesto delle modifiche, ma finora non ci hanno ascoltati, speriamo che almeno, in fase di discussione in aula venga fatto un piccolo aggiustamento». «E’ un decreto che va contro ogni logica di semplificazione e, inoltre,   obbliga le banche a diventare sostituti d’imposta – continua il Presidente Massetti -. Con questo provvedimento c’è il rischio di andare verso una doppia tassazione, perché nel bonifico è inclusa anche l’Iva che l’impresa dovrà versare. Se il decreto non verrà ritoccato con una percentuale più bassa, buona parte delle piccole o micro imprese edili dovranno esporsi con anticipi all’erario addirittura superiori alle imposte che dovrebbero poi realmente versare, andando incontro ad uno squilibrio finanziario che si tradurrà in maggiori debiti verso le banche e in un allungamento dei tempi di pagamento dei fornitori».