Lettere al direttore

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Qualche giorno fa ho ricevuto, tra le altre, la bella letttera della signora Lucia Cò. Di lettere ne riceviamo sempre tante. Lo spazio è come il tempo: un tiranno. Le notizie sono sempre numerose e cerchiamo di dare quelle che pià riteniamo utili ed importanti. Ma per questa lettera sacrifico volentieri una rubrica. E’ intrisa di tanta delicatezza e, al tempo stesso, di tanta passione civile che ritengo  rappresenti al meglio i valori e le passioni della nostra gente, delle tante persone che vivono e lavorano nelle nostre valli.
Grazie gentile signora.

Caro direttore,

qualche giorno fa ho avuto il piacere di visitare, presso la Torre Avogadro, una mostra di ricami organizzata da un gruppo di signore lumezzanesi che hanno esposto i loro capolavori. Il titolo di questa mostra “Trame e Ricami” già mi permetteva di immaginare cosa avrei ammirato, ma lo stupore per lo spettacolo di quei lavori è andato ben oltre ogni aspettativa. E’ stato emozionante soffermarmi davanti a quegli intrecci di fili, a quelle trame leggere e a quei romantici ricami eseguiti con certosina maestria. Mi sembrava di respirare l’aria di una vita forse dimenticata. Queste ricamatrici, durante il giorno si destreggiano fra i lavori e i prodotti più tradizionali del nostro territorio e la sera trovano la voglia, il tempo e il modo per esprimere la propria creatività; non ci sono maestre, tutte insegnano e imparano, ognuna porta gratuitamente il contributo della propria conoscenza; e mentre gli occhi e il cuore si riempivano di tanta bellezza, ho riscoperto dentro di me la gioia e l’orgoglio di appartenere a questa grande e bella comunità.

Vede, caro direttore, a volte il mio paese viene descritto in modo un pò grossolano e occupa qualche spazio sui giornali con la parte peggiore di alcuni suoi abitanti, ma le posso assicurare che il tessuto sociale di questa valle non è rappresentato da fantomatiche santone o da quattro pelandroni lavativi che imbrattano muri e rovesciano cassonetti dell’immondizia perchè non sanno stare al mondo; il mio paese è costituito da tanti bravi giovani, e meno giovani, che operano generosamente nel volontariato, ottimi lavoratori che hanno fatto in tempi migliori la fortuna di questa valle, da fantasiosi artisti, scrittori, musicisti, poeti che riescono ancora a trasmettere buoni sentimenti, e da romantiche ricamatrici che ci fanno respirare, con i loro lavori, il profumo dei sogni: gente comune, gente che non farà notizia e, proprio per questo, senza ombra di dubbio, ancora brava gente.

Lucia Cò