TAVERNOLE – Il nostrano di Valtrompia verso il DOP

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La riunione di pubblico accertamento affinché il formaggio nostrano di Valtrompia diventasse dop ha avuto il giudizio positivo della provincia di Brescia, della Regione Lombardia, ma soprattutto del Ministero delle politiche agroalimentari e forestali, competente in materia. La tavola rotonda dello scorso 14 maggio ha visto gli interventi delle autorità politiche e culturali che hanno elogiato la Valtrompia produttiva non solo del ferro, ma anche dell’artigianato alimentare.

A far da padrone di casa a Tavernole, dove si è discussa la situazione, era presente il presidente del Comitato promotore del formaggio nostrano Silvio Zanini e il sindaco Andrea Porteri. Con loro i rappresentanti di Ministero e Regione: Vincenzo Carrozzino e Laura Madotto per la sede romana, Donatella Parma per la Lombardia. In prima fila hanno partecipato anche il presidente della Comunità Montana della Valtrompia Bruno Bettinsoli e il suo assessore Mauro Sigurtà, con il competente all’Istruzione della provincia di Brescia Aristide Peli.

Il processo per portare il formaggio locale al marchio dop (denominazione di origine protetta) è iniziato nel 2001 con personalità e istituzioni della politica diverse, ma la continuazione della trafila fino ad oggi ha mostrato l’interesse valligiano nonostante gli schieramenti. E alla fine è nato un documento di otto articoli con le regole per la produzione del formaggio, per la stagionatura, l’etichettatura, l’alimentazione delle mucche che producono il latte, l’organo di controllo e il marchio che identificherà il prodotto.

Il documento è stato in parte modificato nella forma, ma non nella sostanza e gli ultimi dettagli approvati dai rappresentanti del comitato hanno portato la disciplinare (così si chiama la relazione) fino alla Gazzetta Ufficiale italiana. In questi giorni sta scadendo il mese di tempo per fare osservazioni sul documento, anche se sembrano non esserci. L’ultimo ostacolo da superare sarà poi la Commissione Europea di Bruxelles, che in un anno darà la decisione finale.

Dopo questo intervento, sarà pubblicata sulla Gazzetta Europea con sei mesi di tempo per ricevere osservazioni degli altri Paesi. Solo allora, nel caso positivo come tutti si augurano, il formaggio sarà riconosciuto come «Nostrano di Valle Trompia Dop». «E’ una giornata storica – ha commentato con soddisfazione il presidente del Comitato Silvio Zanini – abbiamo fatto un lungo lavoro e i risultati stanno per darci ragione. Salvo imprevisti, da oggi potremo chiamarci dop».