BOVEZZO. Conclusa con successo l’operazione di abbattimento del “Residence”

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il Dogui

Niente spettacolari esplosioni di micro-cariche. Una demolizione lenta con l’ausilio di pinza meccanica che, pezzo dopo pezzo, ha distrutto una presenza scomoda, simbolo di degrado e tensione sociale. Mini alloggi, raramente abitati dai proprietari, acquistati come forma di investimento in risposta alle richieste di studenti universitari e lavoratori fuori sede. Con il passare degli anni, gradualmente ma incessantemente, gli occupanti hanno cambiato volto e abitudini e le presenze clandestine hanno fatto registrare un aumento incontrollato.

Una vicenda durata più di trent’anni; la prima ordinanza di sgombero risale agli anni ottanta e reca la firma del sindaco Gianluigi Pasotti. L’atto finale, datato maggio 2008, ha concretizzato gli sforzi comuni che avevano come obiettivo l’abbandono negoziato e graduale della struttura posta all’angolo tra via Canossi e traversa Prima. Come si è arrivati al sovraffollamento e alla situazione di grave disagio per i residenti? Tolleranza iniziale, mancata applicazione di norme e regolamenti, un pizzico di speculazione e il piatto è servito. Al posto del Residence saranno costruite due palazzine con 48 alloggi di cui una decina a canone moderato. Ora i parcheggi sono vuoti e la zona si anima solo in occasione del mercato settimanale del venerdì. Una bella soddisfazione per i residenti che adesso vedono rivalutati i loro immobili e possono dormire sonni tranquilli.