LUMEZZANE – Osservatorio “Serafino Zani”, le stelle vanno in rete

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Il Museo delle costellazioni di Lumezzane ha riaperto l’osservatorio astronomico «Serafino Zani». Partito l’11 maggio, si potrà studiare il cielo con il telescopio per vedere la luna, i pianeti e le trasformazioni in generale. E’ da ricordare che proprio grazie a questo strumento, che ha un diametro di 40 cm, cinque anni fa gli scienziati Marco Micheli e Gianpaolo Pizzetti scoprirono un asteroide poi chiamato «Lumezzane». L’osservatorio, gestito dall’Unione Astrofili Bresciani del presidente Wladimiro Marinello con la collaborazione di Ivan Prandelli e Loris Ramponi, sta realizzando alcune serate gratuite in programma ogni martedì (escluso l’ultimo del mese) alle ore 21. Si tratta di eventi e conferenze dedicate al vasto pubblico, dai bambini agli adulti. «Quella dell’assessorato alla Cultura è una storia legata alla famiglia Zani – ha sottolineato il competente Lucio Facchinetti – che da tanti anni va avanti con progressi scientifici importanti per Lumezzane». Il richiamo dell’assessore è andato anche all’esperienza che si vive tra l’osservatorio e il planetario. «E’ una visita filosofica – ha spiegato – perché l’entrata in queste sedi ci induce a riflettere sulla nostra grande piccolezza rispetto al cosmo che ci avvolge». Per quanto riguarda le attività promosse dall’osservatorio, che si tengono tra laboratori per gli studenti e visite guidate nella sede di San Bernardo, c’è una novità che renderà le scuole, il telescopio e il planetario più vicini. Questa estate, infatti, sarà aperto il collegamento in rete e la possibilità delle classi (con il Museo Lab) e di chi è presente nell’altra sede in via Mazzini, di vedere sul proprio computer le immagini riprese in diretta dal telescopio.

 

 Le attività della scienza lumezzanese, che hanno portato alla scoperta di oltre 370 comete, realizzando più di 1300 misurazioni, sono rivolte soprattutto ai giovani, i più attratti dall’astronomia che non si studia solo sui libri di scuola. Soddisfatta anche la prof.ssa americana Michele Wistisen, del Casper Planetarium in Wyoming, presente in Italia il mese scorso per tenere alcune lezioni al congresso dei planetari italiani, organizzato dall’associazione nazionale con la sede proprio a Lumezzane. «Noi non abbiamo un osservatorio – ha precisato l’esperta – e i nostri ragazzi sarebbero molto contenti di entrare a contatto con un telescopio. Questa esperienza può crescerli e integrare le loro conoscenze basate solo sulla teoria».