LUMEZZANE – La famiglia Codini e l’arte nel Dna

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Quella conclusa due settimane fa alla torre Avogadro di Lumezzane è stata una mostra sul fronte franco-italiano fatta di quadri, sculture e materiali vari che hanno documentato l’attività della famiglia. La raccolta «Sag’Arts», già esposta qualche mese fa a Houdan, vicino Parigi e in programma per autunno nei dintorni di Versailles, ha presentato anche spartiti, articoli di giornale di diverse epoche e fotografie. La mostra ha messo a confronto l’arte dei diversi Codini: Pietro e Marsilio, come detto, per la musica, visto che le loro note hanno accompagnato l’intera esposizione nella torre, Lorenzo (figlio di Pietro) e la moglie Sabine con i loro quadri e Marie, la figlia, con opere di scultura. La parentela artistica arriva anche da parte di Marsilio, con la nipote Elena Pasotti, musicista, che ha curato il tutto. L’esposizione, organizzata con l’assessorato alla Cultura locale, è nata da un’idea della stessa Elena con Marie, che hanno voluto ringraziare l’amministrazione per aver dedicato, due anni fa, un parco giochi di Gazzolo ai parenti Pietro e Marsilio. Quella degli antenati è una storia che si muove tra Lumezzane e la Francia. Pietro Codini, nato in Valgobbia nel 1873 e poco incline all’attività industriale, decide di fare fortuna oltre le Alpi cominciando a cantare e suonare per il pubblico transalpino nei locali notturni, fino a ricevere importanti riconoscimenti dalle istituzioni (la «Palme Accadèmique» e «Ufficiale d’Accademia» dal Ministero dell’Istruzione e Belle Arti). Di lui rimangono alcune marce e poche composizioni rispetto alle duecento scritte. Muore a Parigi a soli 52 anni. Marsilio, nato ad Agnosine nel 1906, ma con tutta la vita passata a Lumezzane, segue le orme del cugino dandosi al pianoforte e alla fisarmonica e dirigendo le bande di San Sebastiano e Pieve con alcuni concerti a Piatucco. La morte per lui arriva a 79 anni dopo una lunga infermità.