MEMMO. L’Alpe sorride su un piccolo mondo antico

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Un gruppo di amici al Bar Pinocchio
Memmo è una piccola frazione di Collio. Diciamo un 150 abitanti. Recentemente, una settimana prima di Pasqua, vi ha inaugurato la propria attività un bar/minimarket che rappresenta il vessillo di una possibile rinascita della frazione alpestre. L’abbiamo visitato nei giorni scorsi ed è stato il ritorno a un piccolo mondo antico. Gli è che da che mondo è mondo attorno a un buon tavolo i cuori si aprono e le persone riducono ai minimi termini le difese sociali con le quali ci bardiamo prima di iniziare la nostra normale giornata. Si consideri anche che a Memmo, come capita sovente nelle piccole comunità, la gente è abituata a rapporti diretti, immediati, viscerali, spontanei…. Insomma arrivi a Memmo, ti infili nel bar Pinocchio. Si chiacchiera, si brinda, si smangiucchia… manca solo l’afrore e il fumo del toscano perché si ricrei l’ambiente magico e tribolato delle vecchie osterie. Memmo è un paese che sino a un paio di anni fa raccontava il mesto declino dell’alta valle. La gente se ne va, la case sono seconde case e gli abitati diminuiscono, per morte o per migrazione, giorno dopo giorno. Ma qualcuno ha puntato su una dinamica inversa. Giusy e Massimo hanno deciso di concentrare su Memmo, villaggio solidale e ricco di umanità, le loro energie. D’altra parte i due conoscono bene Memmo perché sino a tre-quattro anni fa ci organizzavano la festa annuale Quando entriamo il bar ‘Pinocchio’ è pieno di gente… di gente che ti invita al tavolo, ti racconta e si racconta… come se fossi sua nonna o l’amico del cuore. È formidabile il livello di radiazione umana che si può cogliere in un bar come questo. Giusy è la titolare del locale, coadiuvata, concretamente, dal marito Massimo. “Siamo stati matti – dice la Giusy – a tentare questa avventura”. Discorriamo a ruota libera con alcuni ragazzi che ci hanno appunto invitato a sederci al loro tavolo, tanto per dire il senso dell’ospitalità. E si scopre che Memmo sta rinascendo: nella settimana in questione Massimo ha ricevuto due telefonate di gente che chiedeva se vi sono a Memmo appartamenti in affitto; Alan e Romina a novembre avranno il loro primo figlio e abitano da tre anni a Memmo; alcuni giovani stanno riprendendo la vita del pastore, perché “El mangià el ve amò dala tera” sottolinea Alan a stigmatizzare che la crisi del mondo industriale induce a una sostanziale rivalutazione dell’agricoltura e della pastorizia (settore che non per niente si chiama ‘primario’). E qui gioca un ruolo importante il minimarket che può offrire prodotti nostrani frutto del lavoro e dell’esperienza dei pastori del posto. Prodotti a kilometri zero che vanno tanto di moda nel mondo biologico. Si raccontano i ragazzi, si scherzano e dipingono, con i caratteristici colori forti del dialetto, la loro fortuna di vivere in un paese tranquillo, a misura d’uomo nella serenità data da rapporti umani limitati ma solidi . E anche questo, forse, indica che Memmo sta rinascendo e riacquista,come paese, una personalità che racchiude antiche vicissitudini e abitudini, usi e costumi. Anche questo fa parte dell’orgoglio di appartenere alla storia, non scritta, di un ‘piccolo mondo antico’ mai scomparso dal cuore della gente.