LUMEZZANE – Campionato regionale di minienduro

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di Pia Grazioli

78 iscritti, dagli 8 agli 14 anni. Moto di 50-65-85 centimetri cubici di cilindrata. Una prova speciale da ripetere sette volte (3,5-4 minuti). Trasferimento (per 20’) su sentieri, sterrato, sottobosco, torrente. Sono solo alcuni numeri riferiti al Campionato Regionale di Mini Enduro che si è svolto a Lumezzane; per i piccoli partecipanti una mini-Xtreme, la gara più dura del mondo che tornerà a Lumezzane negli ultimi giorni di luglio. Per il Campionato regionale mini-enduro erano una ventina i Moto Club iscritti, oltre alla Lombardia erano presenti partecipanti provenienti dall’Emilia e dal Piemonte. Perfetta l’organizzazione del Moto Club Lumezzane, con in testa il presidente Damiano Bugatti, che ha messo in campo l’esperienza organizzativa del club sportivo che, ricordiamo, in passato ha egregiamente organizzato (nel settore dell’enduro) oltre alla mitica Xtreme, anche un’edizione del Mondiale ed un’edizione della Six Day, cui si aggiungono numerose gare di livello regionale e nazionale. La disciplina del mini-enduro, voluta dalla Federazione Nazionale per incentivare la passione motociclistica anche nei giovanissimi, è da alcuni anni inserita nei vari calendari ottenendo la partecipazione entusiastica dei vari club che vedono in essa un naturale ricambio di campioni e appassionati. Entusiasmante vedere come, anche in questa categoria, sia tutto preso con molta serietà: dall’abbigliamento, alla disciplina imposta dal regolamento, all’assistenza con meccanici al seguito e Paddok attrezzati cosi come accade per le discipline superiori. Vi è da aggiungere che la serietà, l’impegno e la combattività che i piccoli concorrenti mettono nelle loro prove, rappresentano una garanzia per la loro formazione sportiva; si aggiungono poi il carattere e la determinazione elementi che, oltre che nello sport, servono anche nella vita. I ragazzi dei Moto Club bresciani, Giallo 23, MC Lumezzane e MC Gardone V.T., si sono comportati molto bene, considerando la pioggia che, a tratti, ci ha messo lo zampino nel rendere il tracciato più pesante e certamente più difficoltoso per i piccoli atleti. Alla fine soltanto 6 iscritti, su 78, si sono ritirati. Nella stessa gara, e con lo stesso tracciato, in qualità di ospiti e con una classifica a parte, hanno partecipato concorrenti dai 14 ai 16 anni che decisamente viaggiavano ad una velocità maggiore ma che al tempo stesso dovevano rispettare i tempi imposti e la priorità nei numeri di gara. Al termine della giornata i visi sono stanchi, le moto e le tute infangate, ma la soddisfazione dei giovanissimi è palpabile, perché, forse, non è importante essersi classificati al primo posto ma conta di più avere concluso la gara stringendo i denti e lottando da veri campioni.