Editoriale di Maggio

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Abbiamo saltato l’uscita del mese di aprile e già ci sono giunte le condoglianze di chi non ci vuole troppo bene, come se il male che affligge le iniziative editoriali in Valtrompia ci avesse già travolti. Non è così, si mettano tranquilli gli avvoltoi. La verità è sotto gli occhi di voi lettori che state sfogliando questo numero del giornale e vi siete accorti dei cambiamenti apportati. Abbiamo compiuto un anno di vita e s’imponeva un netto miglioramento nella grafica, nel colore e nel formato, ora il classico formato “Repubblica”, per capirci. Ci stanno più notizie, più pubblicità (perdonateci ma viviamo grazie a questa), e meno pagine complessivamente per una lettura più agile e veloce. Non ci siamo fatti mancare neanche la versione online che, a giorni, troverete sul web all’indirizzo www.ecodellevalli.bs.it, praticamente un quotidiano web della Valtrompia. Certo, dal numero precedente, di cose ne sono successe. Le elezioni che, tanto per non smentirsi, tutti hanno vinto. Anzi, hanno vinto di più quelli che hanno perso la guida di alcune regioni che prima governavano. L’avevo scritto: robe da matti. E la pazzia è dilagata arrivando a colpire chi le elezioni le aveva vinte per davvero: come dimenticare le scene televisive di Bocchino e Urso contro il loro “amico” di partito Maurizio Lupi? E Fini che si smarca, si dissocia, disapprova, prende le distanze? Certo gli spettacoli televisivi offerti sono stati pezzi di rarissima verità, altro che le liturgie politiche a cui ci avevano abituati gli uomini della vecchia “prima repubblica”. Almeno abbiamo sentito con le nostre orecchie che cosa si sono detti davvero con la possibilità, poi, che ognuno decida a chi credere. Intanto, in questi giorni, abbiamo capito che la crisi globale non è finita e la bufala che gli eurosostenitori ci avevano propinato, circa la stabilità che un’Europa allargata avrebbe garantito, si è palesata in tutta la sua drammaticità. Che senso avrà sostenere ancora che paesi tanto diversi (pensate per esempio alle ex colonie sovietiche a est) possano convivere in un sistema economico e politico uguale per tutti? Di fatto si sta delineando un’Europa divisa in serie A e serie B (e non sarà un campionato divertente) e l’Italia, secondo il quotidiano inglese “Economist”, ha la fortuna di partecipare ad entrambi: la serie A con il nord e la serie B con il sud. Staremo a vedere cosa succede.
Claudio Zani