E’ salito al cielo. Siede alla destra del Padre

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di Effepi

Cristo è tornato al Padre per preparare una casa per tutta l’umanità: “Vado a prepararvi un posto, tornerò e vi porterò con me” ( Gv. 14,2-3). Gesù promette che non ci lascerà soli lungo i passi della vita, non saremo orfani. V’è la tristezza della partenza, ma non l’angoscia di ripiombare nella solitudine e nel silenzio di un viaggio senza inizio e senza fine quale l’umanità ha sperimentato e sperimenta quando non crede in Dio. Gesù sarà sempre con noi come speranza, principio e termine ultimo della storia. Non saremo orfani ed inoltre abbiamo un compito: andare sulle strade del mondo per chiamare ad una nuova appartenenza, ad insegnare quello che Lui ci ha comandato di dire. ” Allora partirono e predicarono ovunque, mentre il Signore operava con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano” (Mc. 16,20). “….perchè state a guardare il cielo?…. ( Lc. 1,11). Dobbiamo guardare il cielo, ma anche la terra; Cristo è ancora con noi e ci accompagna nel nostro non sempre facile cammino. “sarò sempre con voi” (Mt. 28,20). E’ su questa presenza che si fonda l’ottimismo cristiano. Guardare anche la terra perché ci è stata affidata la terra. Cristo è scomparso all’orizzonte, ora tocca a noi, a noi rendere visibile la sua persona, parlare in suo nome. Nasce il nostro impegno, l’impegno della Chiesa in continua tensione tra visibile e invisibile, tra realtà presente e realtà futura alla quale siamo incamminati. Natale è il momento in cui il divino irrompe nell’umano, l’ ascensione è lo spazio in cui l’ Incarnazione continua nel tempo per la presenza e la testimonianza dei cristiani. Il Signore ha cancellato per sempre la solitudine dell’uomo ed ha messo nel cuore di tutti noi una luce perché il mondo non resti nella tenebre. Dio ha mostrato a noi il suo volto nel Figlio, ora continuerà a mostrarsi attraverso il nostro volto e la nostra testimonianza. Oggi non è festa solo in cielo per il ritorno di una Persona amata e lontana da tempo, oggi è la festa anche della terra, la festa di tutti noi come comunità cristiana. Siamo chiamati ad inaugurare il nostro vivere insieme, come Chiesa, nel nome di Cristo Gesù, realizzare in noi la sua presenza per portarla a tutti, renderla viva, efficace. Siamo chiamati a vivere insieme per essere di tutti e con tutti, fare comunione essere persone dell’incontro non dei separati. ” Andate, predicate ad ogni creatura …..” (Mt. 28,19). Il Signore non ci ha lasciato un compito facile; questa frase sembra una delle tante follie del Vangelo. Il Signore se ne va, lascia gli Apostoli e a noi a dover camminare su strade infide, su strade aduse a ben altri pellegrini, portatori di ben altri messaggi che non quello di un re crocifisso. Ecco la follia della croce di cui parla S. Paolo (1° Cor. 1,23; Gal. 5,11). Sarà follia, ma è quanto ci chiede il Signore promettendo che “sarà sempre con noi” (Mt. 28,10). Dobbiamo essere suoi messaggeri, messaggeri della speranza se non vogliamo che Cristo si assenti dalla terra.