LUMEZZANE – Professione donna e imprenditrice

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di A.J. Wolf

Flavia Caldera è un’imprenditrice di Lumezzane, da anni impegnata nella vita associativa, con incarichi di prestigio a livello provinciale e regionale, in un ambito che troppo spesso ha, purtroppo, lasciato le donne ai margini. La sua caparbietà e la sua intelligenza ne fanno un esempio per le giovani leve dell’imprenditoria femminile valgobbina e bresciana.

Che cosè il Movimento Donne Impresa di Confartigianato?

Donne Impresa è il Movimento promosso da Confartigianato, per raccogliere e indirizzare le idee, le capacità, le esigenze delle donne imprenditrici, che in Italia costituiscono uno dei punti di forza del sistema imprenditoriale e dell’economia.

Cosa la spinge a far parte di questo Movimento?

Fin da piccola, seguivo il mio papà che è stato uno dei fondatori del mandamento di Confartigianato a Lumezzane e ho sempre partecipato negli anni alla vita associativa. Nel 2005 ho assunto due cariche importanti: sono stata eletta come membro di giunta in Confartigianato Brescia e presidente del Movimento Donne Impresa di Brescia. Nel 2007 sono stata eletta anche vicepresidente regionale.

Il mio motto è: l’unione fa la forza. Da soli non si va da nessuna parte ed è questo che mi spinge ad aggregarmi ed aggregare altre persone al Movimento e a Confartigianato.

Nel gruppo si vive un clima di condivisione, ci si confronta sulle problematiche di gestione dell’azienda, si fa rete con gli altri gruppi lombardi e nazionali, si ha l’opportunità di crescere a livello individuale e collettivo, ci sono meeting di formazione, viaggi formativi all’estero e momenti di aggregazione.

Nel 2005 ho partecipato ad un corso nazionale rivolto ad Imprenditrici. Eravamo in 40 donne provenienti da tutto il territorio nazionale: è stato il mio trampolino di lancio. E’ iniziata la mia crescita all’interno del Movimento Nazionale. Abituata a pensare sempre in “piccolo”, la mia azienda, la mia famiglia, il mio territorio, ho superato questa “impasse” e mi sono aperta al mondo esterno.

Gli impegni e le iniziative sono venuti, poi, di conseguenza. L’impegno a livello Regionale, la prima missione diplomatica a Bruxelles, poi a Stoccolma ed un mese fa a Dublino. Tutte cose che tolgono tempo a famiglia ed impresa, ma facendo una riflessione sono quelle che fanno crescere poi famiglia, impresa e gruppo.

Le mie assenze in famiglia hanno reso marito e figli autosufficienti, orgogliosi di avere a fianco una donna e una madre che si impegna nell’attività sociale.

Nell’impresa ho imparato a delegare, a lavorare in squadra, ad aver fiducia nei collaboratori.

Nel gruppo territoriale, le altre imprenditrici si sono prese responsabilità ed impegni che sanno portare avanti egregiamente ed hanno tutta la mia stima.

Ha dei progetti per il futuro?

Ne ho molti di progetti, ma quest’anno l’obiettivo che mi sono prefissata è coinvolgere i tre gruppi di Confartigianato, Anap (pensionati) Giovani e Donne per creare un progetto di welfare comune sul sostegno alla famiglia e all’impresa.