L'Associazione Artigiani contro i comportamenti ambigui delle banche

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di Patrizio Feraglio

“Gentile cliente, dal 28 giugno 2009 non saranno più applicate la commissione di massimo scoperto e la penale per il passaggio a debito conti non affidati. Dal 1 luglio 2009, in sostituzione, sarà applicata la commissione per scoperto di conto nella misura di 2 euro per ogni giorno in cui si è determinato un saldo debitore e per ogni 1000 euro di saldo debitore o frazione. Distinti saluti”.

Questo un esempio, in sintesi, del senso delle comunicazioni bancarie che nelle ultime settimane sono arrivate a migliaia di aziende artigiane e di piccole e medie aziende. Una comunicazione che, secondo quanto denuncia l’Associazione Artigiani, suona come una beffa nei confronti delle aziende e, in generale dei clienti, in quanto aggira quanto stabilito dalla legge con un escamotage che andrà a gravare ancora una volta su un già difficile rapporto banca impresa.

“Chiediamo – sostiene pertanto Enrico Mattinzoli, presidente dell’Associazione Artigiani – un intervento urgente da parte del ministero dell’Economia e sollecitiamo alla Prefettura un monitoraggio delle iniziative adottate unilateralmente dalle banche, sia sotto il profilo della trasparenza dei contenuti contrattuali, sia degli effetti che questi avranno sui bilanci delle imprese”.

La protesta dell’Associazione Artigiani e la chiamata in campo del Governo e delle autorità locali, di fronte ad una ‘modifica unilaterale del contratto’ tra banche e impresa, suona anche ad avvertimento al sistema bancario, al fine di evitare, a breve, clamorose proteste del mondo artigiano e delle piccole e medie imprese, che non può sopportare oltre decisioni unilaterali lesive degli interessi dell’economia produttiva.

Il decreto anticrisi di novembre ha abolito la commissione di massimo scoperto che le banche applicavano ai clienti che sconfinavano i limiti dei fidi o che mandavano in rosso il conto corrente. “Ora -commenta Enrico Mattinzoli- le banche hanno semplicemente sostituito le precedenti commissioni con altre, probabilmente ancora più onerose, contravvenendo di fatto lo spirito e il significato del provvedimento di legge. Siamo fortemente preoccupati –aggiunge Enrico Mattinzoli- per le numerose segnalazioni di imprenditori che lamentano l’onerosità delle variazioni unilaterali del contratto di conto corrente che gli istituti di credito hanno comunicato, in maniera generalizzata, in seguito alla eliminazione della commissione di massimo scoperto e che ha portato alla introduzione di altre nuove pesanti voci di costi”. Da qui la richiesta del presidente dell’Associazione Artigiani di un confronto immediato con le istituzioni e con il sistema del credito, per arrestare una vera e propria deriva che sta configurando un libero mercato speculativo della crisi esercitato ai danni delle aziende. “Manca la vigilanza – sostiene Mattinzoli, il quale sottolinea anche come – di fronte al ciclo economico negativo le imprese vadano aiutate e non ulteriormente penalizzate. Con i fatturati in calo, i gravi problemi di liquidità che riguardano soprattutto la piccola impresa e quella artigiana, il pericolo di perdita di posti di lavoro il sistema bancario non può essere lasciato libero di dribblare impunemente la legge. Le istituzioni e le autorità preposte alla vigilanza devono fare il loro dovere in tempi reali