Al Maniva si è lavorato per il futuro

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Quando si dice ‘prendere il toro per le corna’. Per anni l’Alta Val Trompia è stata oggetto di disquisizioni, iniziative, studi, analisi per valutare la possibilità di sviluppo turistico. “Era più rinomata di Madonna di Campiglio” si diceva. E intanto ci si illanguidiva, ci si illudeva e si lasciava andare le cose così, come venivano. Qualche intervento sporadico, anche costoso per gli enti pubblici, cioè per noi, non ha contrastato il declino turistico della zona. A questo si aggiunga l’andamento meteorologico che non è stato di certo favorevole per il turismo invernale e si ottiene il quadro decisamente deprimente della situazione. Sino ad alcuni anni fa, quando Maniva Ski, la società della famiglia Lucchini, notissima famiglia di imprenditori saretini, ha preso a cuore la ‘questione Maniva’ col piglio imprenditoriale di chi ha idee e obbiettivi chiari. E un vento di rinnovamento radicale ha cominciato a rifare il maquillage del polo sciistico. Un intervento del quale si parla molto; tra ipotesi, consigli, critiche la gente ha sempre la sua da dire. Si sa: siamo tutti allenatori della nazionale e siamo sempre pronti a ‘…dare buoni consigli quando non possiamo dare cattivi esempi…’ Tanto per dare una pallida idea della mole dell’intervento: l’elicottero trasporta 7 quintali di calcestruzzo a viaggio e solo il plinto grosso della motrice della nuova seggiovia è da 2500 quintali e ne erano già stati gettati nei giorni precedenti più di 4300 quintali. Il costo dell’elicottero è di 25-27 euro complessivi al minuto; i camion della Transviva che trasportano 250 quintali di calcestruzzo si bevono 120 litri di gasolio a viaggio.

Per sapere, quindi, le cose un po’ più ‘dritte’ siamo andati in Maniva e, tra il vento naturale e quello artificiale delle pale dell’elicottero, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il giovane Stefano Lucchini.

Attualmente che lavori state facendo?

“Stiamo preparando gli impianti di innevamento artificiale per seimila metri in modo da coprire tutto il comprensorio. Successivamente sostituiremo gli impianti di risalita obsoleti con impianti più moderni”.

Come è nata l’idea del polo sciistico?

“Avevamo iniziato con la Locanda Bonardi che è stata inaugurata quattro anni fa. È stato dopo aver riaperto il Bonardi che abbiamo visto che la zona poteva essere sviluppata per cui abbiamo deciso di investire e di creare un comprensorio sciistico moderno, efficiente e completo. Abbiamo quindi acquisito le piste e gli impianti. Abbiamo poi ristrutturato lo Chalet che è stato inaugurato la scorsa stagione ed ha avuto una risposta molto positiva da parte delle persone e ora stiamo portando a termine gli ultimi lavori importanti”.

Quanto avete speso e in quanto pensate di ammortizzare l’investimento?

Il progetto aziendale prevede nel suo complesso oltre alla realizzazione degli impianti sciistici anche il supporto logistico:parcheggi,miglioramento della viabilità,strade,strutture recettivo alberghiere per soddisfare le esigenze degli utenti.

L’ammontare dell’investimento si dovrebbe aggirare all’incirca tra i 18-20 milioni di euro e presumibilmente verrà ammortizzato in circa 20 anni

Alcuni hanno contestato il progetto di costruire impianti di risalita sul Dasdana

Per quanto riguarda il progetto di costruire una seggiovia biposto sul dasdanino ci sono state delle incomprensioni dovute alla poca informazione,il progetto è ancora in fase embrionale e una volta sviluppato la società maniva ski si confronterà con le istituzioni competenti per arrivare ad una soluzione in grado di soddisfare tutte le persone amanti del monte Maniva.

Quando terminerete i lavori?

“Presumibilmente la seggiovia verrà ultimata verso fine ottobre mentre già da metà ottobre le finiture delle strutture ricettive, piazzali, barriere, chalet saranno definitivamente ultimate. Se non vi sono imprevisti, quindi, affronteremo la stagione invernale preparati, con un comprensorio bello, divertente e confortevole. Gli unici lavori che rimarranno da fare saranno quelli relativi alla messa a punto delle struttura per l’apertura al pubblico”.

Quanto è nelle possibilità umane è stato quindi compiuto; ora non resta che sperare in un inverno favorevole.

1 Commento

  1. speriamo che parta …prima di fallire.
    ma dove la prende la liquidità se è tutto fermo?

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