Una nuova iniziativa editoriale per la Valtrompia

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Nel marasma senile della nostra decadente società c’era proprio bisogno di altre pagine scritte? Iniziava così il numero zero della versione cartacea del nostro giornale nel luglio del 2009. Era un monito a noi stessi, prima di iniziare questa avventura che vorremmo fosse definitiva e duratura, capace di dar voce ad un territorio con antiche tradizioni, molte delle quali legate al mondo del lavoro e della cultura. Un territorio popolato da gente ricca di grande umanità, capace di gesti di straordinaria solidarietà con innumerevoli associazioni di volontariato: Gente capace di tenace laboriosità, organizzata in associazioni di categoria, capillarmente presenti sul territorio che, su questo mensile, troveranno sempre l’opportunità di aver una voce, che faremo il possibile perché sia “ascoltata anche dentro i palazzi”. Cose già scritte, che vale la pena ricordare, soprattutto a noi stessi. Per non cadere nella facile tentazione di lasciarsi andare a scrivere di nani e ballerine, veline e calciatori, come certa stampa è usa fare ai giorni nostri. L’Eco delle Valli online sarà un quotidiano che vivrà grazie alla raccolta della pubblicità e ci auguriamo interesserà le molte attività commerciali e produttive presenti nelle nostre Valli . Ma sarà un giornale vero, con notizie e approfondimenti, il tutto distribuito in modo equilibrato rispetto alla pubblicità. Cercheremo di tenere rigorosamente separati i fatti dalle opinioni. Parleremo delle persone che vivono e lavorano nelle nostre Valli; di  imprenditori che hanno investito sul territorio senza delocalizzare e hanno creato posti di lavoro; di politici che hanno a cuore il benessere del territorio stesso e non soltanto la loro poltroncina nelle istituzioni. E lasceremo spazio alle opinioni di tutti coloro che avranno voglia di esprimerle attraversi il nostro, anzi, il vostro giornale. Ci avviciniamo alle elezioni, ancora una volta, e noi proviamo ad ampliare le nostre uscite con la versione online.E, ancora una volta,  il pericolo vero è il definitivo scollamento della società civile dalla classe politica che, detto così, appare di poco conto. Ma se si riflette, un attimo con calma, non già sulle cause note a tutti, ma sulle conseguenze sociali che questa crisi sta causando, con l’acuirsi dei conflitti sociali all’interno dei quali ormai tutti tendono a pensare al proprio “particolare”, perdendo di vista l’interesse della collettività, si capisce bene che una classe politica screditata è quanto di peggio possa capitare. Perché è compito della politica ricomporre i conflitti sociali trovando le soluzioni alle crisi, spiegando a tutti che non è la somma dei singoli interessi a generare l’interesse collettivo ma, viceversa, è la somma dei singoli atteggiamenti propositivi a favorirlo. Coltiviamo la speranza di non annoiarvi e che, pertanto continuerete a seguirci sia sulla versione stampata che esce ogni mese sia sulla versione online che sarà aggiornata quotidianamente.