Motoslitte, interesse oltre il previsto

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montagna motoslittaEDOLO – Un interesse oltre il previsto: la serata di venerdì 5 marzo organizzata dal Soccorso Alpino per parlare dell’utilizzo delle motoslitte in ambiente montano ha avuto un’affluenza tale da richiedere un cambio di programma. Non si è svolta, come annunciato, presso la sede CNSAS ma nella Sala Convegni “Luciano Chiesa”. Presente il responsabile della Stazione di Edolo, Pierangelo Mazzucchelli, relatore l’istruttore nazionale Dario Albertoni; assente per ragioni personali il comandante del SAGF – Soccorso alpino della Guardia di Finanza, che sarebbe dovuto intervenire sugli aspetti giuridici. Il fascino della montagna d’inverno comporta la presenza di frequentatori che praticano diverse discipline sportive, tra cui le escursioni in motoslitta. C’è una cosa però che li accomuna ed è l’eventualità di trovarsi in presenza del rischio di valanghe. Come gestirlo? Si può fare molto, usando nel modo corretto gli strumenti adatti e raccogliendo il maggior numero di informazioni sull’itinerario. Per esempio, l’impiego congiunto di Arva, pala e sonda ha dei tempi medi di disseppellimento di 11 minuti; se invece mancano o la pala o la sonda, si sale a 25 minuti; con il solo dispositivo Arva, si può arrivare a un paio d’ore. L’autosoccorso è fondamentale, perché le possibilità di sopravvivenza crollano dopo i primi venti minuti di permanenza sotto la neve. Il soccorso organizzato con l’elicottero, che a bordo in questi casi ha sempre un’Unità cinofila da valanga e un tecnico elicotterista del CNSAS, non sempre è possibile: in questo caso, la percentuale di recupero dei dispersi ancora in vita si abbassa al 18%. Non è mai la montagna a determinare in modo oggettivo un rischio maggiore o minore, ma l’atteggiamento di chi ci va. Durante la scorsa stagione invernale ci sono stati meno incidenti rispetto a quest’anno, nonostante una maggiore presenza di neve in quota. Ciò che può accadere dipende da quanto siamo preparati: informazioni su meteo e stato del manto nevoso, conoscere l’esposizione della zona ai punti cardinali, l’influenza del vento e la conseguente formazione di creste o accumuli, quota e pendenza, stagione e fascia oraria, come poter comunicare in caso di necessità. Il Soccorso Alpino non entra nel merito della scelta delle attività e delle passioni da seguire, che spetta al singolo. L’appello è alla collaborazione e a una informazione corretta, nel rispetto della montagna, della propria vita e di quella altrui.

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