Intervento del Soccorso Alpino a Corteno Golgi

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CNSAS barella invernale rid.CORTENO GOLGI – Un intervento molto complesso ha impegnato per tutta la notte i tecnici della V Delegazione Bresciana del Soccorso Alpino, per il recupero di due escursionisti in Alta Valcamonica. Due ragazzi, fratello e sorella, rispettivamente di 28 e 14 anni, residenti in una frazione di Corteno Golgi, erano usciti per una gita in motoslitta, in compagnia di altri amici. La zona è quella di Porta di Barbione, a 2.220 metri di quota, sul versante orografico sinistro della Valle di Corteno. Con il mezzo hanno oltrepassato una cresta e sono precipitati lungo un canalone, per circa duecento metri. Verso le 22.30 è arrivata la richiesta di soccorso da parte dei loro compagni. Le squadre della Stazione di Edolo sono partite immediatamente con mezzi fuoristrada e attrezzature per il recupero dall’alto dei due giovani. Dal campo base hanno risalito la montagna a piedi, in condizioni ambientali molto critiche: il buio, la presenza di ghiaccio e neve, il luogo impervio e le temperature di parecchi gradi sotto lo zero hanno reso le operazioni particolarmente difficoltose. Sul posto erano presenti anche due medici per fornire le prime cure e garantire il trasporto dei feriti in sicurezza. A causa dell’oscurità, non è stato ovviamente possibile l’impiego dell’elicottero, come avviene nella maggior parte dei casi di soccorso; le motoslitte degli escursionisti hanno però fornito un valido aiuto per rendere più rapidi gli spostamenti. Tra i mezzi impiegati, gli speciali argani meccanici di cui è dotata la Stazione di Edolo, che hanno permesso di sollevare e recuperare i feriti e il mezzo. L’intervento, durato quasi sette ore, si è concluso solo intorno alle 5.00 di stamani, giovedì 4 febbraio. I due fratelli, portati in ambulanza all’ospedale di Edolo, sono ricoverati per le ferite riportate ma non sono in pericolo di vita, anche grazie alla rapidità dei soccorsi, che ha evitato loro una lunga permanenza al freddo. L’ambiente montano, soprattutto in inverno, va affrontato con elevate competenze specifiche per non mettere a rischio la vita stessa dei soccorritori. Ecco perché il CNSAS (Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico), struttura nazionale di protezione civile, qualifica i propri operatori con una formazione permanente, corsi di aggiornamento ed esercitazioni che simulano tutte le possibili situazioni di emergenza.