Il Soccorso Alpino al Pellegrinaggio in Adamello

0

elicottero-verricelloEDOLO – Il Pellegrinaggio in Adamello di quest’anno era dedicato ai diciotto alpini del Battaglione Bolzano, morti lungo la strada del Gavia il 20 luglio del 1954. Un fatto di cronaca, riportato da tutti i maggiori quotidiani dell’epoca, che desta ancora commozione in chi era presente e ricorda le vicende di quei giorni. I soccorsi immediati permisero di portare in salvo alcune persone. Nello stesso anno, il 1954, il CAI istituì il CSA, Corpo di Soccorso Alpino, in cui confluirono tutte le strutture locali che si occupavano di operazioni di salvataggio in montagna. Ora il Soccorso Alpino è diventato una struttura complessa e articolata, suddivisa in Servizi regionali e provinciali, Delegazioni, Stazioni e Centri operativi, per coprire il territorio in modo capillare. In occasione del 46° Pellegrinaggio in Adamello, la V Delegazione Bresciana era presente con un gruppo di quindici uomini, distribuiti in modo proporzionale sulle diverse Colonne risalite dal versante camuno. La funzione del Soccorso Alpino è quella di prestare assistenza e di mettere in condizioni di sicurezza tutti gli spostamenti, in collaborazione con gli Alpini e le Guide alpine, oltre a intervenire subito in caso di necessità. Proprio nella giornata di sabato 25 luglio, durante la cerimonia commemorativa, l’elicottero del 118 ha riportato a valle uno dei componenti la Colonna 1, che saliva verso il Corno Bianco. Il gruppo era partito dal Rifugio Gnutti per raggiungere la vetta dell’Adamello e poi il Rifugio Garibaldi. La persona soccorsa, un uomo, non era però in grado di proseguire a causa di un problema al ginocchio. La richiesta di soccorso è arrivata durante la messa, officiata dal cardinale Giovanni Battista Re. I tecnici di elisoccorso, insieme al personale medico, hanno raggiunto la Colonna e portato l’uomo in ospedale. Il Soccorso Alpino – V Delegazione Bresciana, coordinata da Valerio Zani, vicepresidente nazionale del CNSAS, partecipa al Pellegrinaggio in Adamello dal 1988. Un servizio svolto da tecnici che hanno alle spalle un percorso molto selettivo e una formazione altamente qualificata, per essere in grado di agire nel minor tempo possibile su terreno impervio, soccorso in parete, ricerca in caso di valanga, ricerca in superficie nei boschi, soccorso su impianti a fune, soccorso in crepaccio, soccorso in forra, tra canyon e fiumi, recuperi in laghi alpini, soccorso in cavità e in tutte le situazioni dove è richiesta una competenza specifica. Solo in provincia di Brescia, l’anno scorso ci sono stati 181 interventi, nel 67% dei casi conclusi con il salvataggio delle persone coinvolte.