Sassi in superstrada, il commento di Recaldini

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immagine-cronacaVALCAMONICA – “Siamo amareggiati, delusi e scoraggiati per questa notizia. Speriamo che i colpevoli possano essere trovati e che il fatto assurdo che ci è capitato non rientri nei numerosi delitti rimasti impuniti. Anche perché si tratta di persone potenzialmente pericolose. Anche a distanza di tre anni, se qualcuno sa o ha visto qualcosa deve parlare. E’ stato un miracolo se quella notte non siamo morti“. E’ il commento di Nicola Recaldini e Erminia Martinelli.
Erano a bordo della loro Mercedes la notte tra il primo e il 2 aprile del 2006, quando un lancio colpì il parabrezza e ferì alla fronte Nicola, di Piancamuno, all’epoca un ragazzo di 23 anni. Lo ricoverarono in fin di vita e dovette subire un lungo intervento chirurgico alla testa. Rimase in coma per dieci giorni, dovette poi subire altri due interventi e un percorso di riabilitazione di un anno e mezzo. Illesa ma sotto choc Erminia, la sua fidanzata, in auto accanto a lui. Il lancio che colpì Recaldini fu l’ultimo di una serie. Nei giorni precedenti i lanci di sassi colpirono una quarantina di veicoli. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Brescia che ha iscritto nel registro delle indagini sei giovani della zona (tutti di età compresa tra i 25 e i 27 anni di età all’epoca dei fatti) non ha raccolto prove sufficienti. I due giovani e le loro famiglie attendevano ben altro epilogo.

2 Commenti

  1. Sapete che cosa mi ha fatto più schifo, in questa vicenda? Il fatto che la gente della zona, pur solidale a parole, abbia coperto gli autori del lancio di sassi, innalzando un muro di omertà. Il fatto, è che tra i “lanciatori”, c’erano delle persone potenti (il figlio di un grosso imprenditore, e un parente di un prelato), e io stesso ho sentito la gente del paese commentare la cosa in questi termini: “Ma quella è *brava gente*, non si possono condannare, dai…”

    • Giulio, comprendo il tuo disappunto e soprattutto quello di chi ha subito un danno grave, come Nicola. Però mi dissocio da quello che hai scritto, perché una persona non può essere giudicata colpevole in mancanza di prove. Se qualcuno sa e ha elementi per dire che a fare una cosa tanto abietta sono stati i ragazzi indagati, lo dica. Da qualche parte, forse, una coscienza qualcuno ce l’ha. (Daniela)

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